CEPI, MARCIANO: SU CHIUSURE DOMENICALI CI VUOLE EQUILIBRIO

CEPI, MARCIANO: SU CHIUSURE DOMENICALI CI VUOLE EQUILIBRIO

“Nel 2011, il Governo Monti ha dato vita alla liberalizzazione abolendo, di fatto, tutti gli orari di apertura e chiusura. Questo ha favorito l’insediarsi sul territorio di una serie di centri commerciali sponsorizzati dalla grande distribuzione che hanno determinato l’oblio e la stretta in un angolo del piccolo commercio. I piccoli negozi non sono stati

“Nel 2011, il Governo Monti ha dato vita alla liberalizzazione abolendo, di fatto, tutti gli orari di apertura e chiusura. Questo ha favorito l’insediarsi sul territorio di una serie di centri commerciali sponsorizzati dalla grande distribuzione che hanno determinato l’oblio e la stretta in un angolo del piccolo commercio. I piccoli negozi non sono stati messi nelle condizioni di dare una risposta adeguata alla situazione. I piccoli imprenditori avrebbero potuto sfruttare la Legge n 266/97 che offriva incentivi per gli insediamenti nei centri storici o nelle prime periferie urbane a seconda della conformazione del territorio con la conseguente implementazione dei Consorzi Centri Commerciali Naturali.”
Così Rolando Marciano Presidente della Confederazione europea delle piccole imprese interviene sulla questione delle chiusure domenicali rilanciata dal Ministro Luigi Di Maio.

“Questa poteva essere una risposta che avrebbe rappresentato anche un momento di aggregazione per le innumerevoli iniziative che si potevano realizzare con il Consorzio Centri Commerciali Naturali, ad esempio le varie notti bianche, le luminarie nei centri storici, le aperture a tema, manifestazioni organizzate di comune accordo tra gli imprenditori, il tutto poteva fungere anche da attrattore turistico per il paese città o territorio di riferimento.”

“La nostra associazione – ha proseguito il presidente Marciano – soprattutto grazie al lavoro di Claudio Pisapia e di FEDERCOMTUR, è pronta a dare un supporto formativo e informativo ai piccoli imprenditori che intendano aggregarsi in iniziative comuni che ne favoriscano l’attività.”

“Le chiusure dovrebbero e potrebbero essere regolamentate con un sistema di turnazione e controlli, che escludano le località turistiche, culturali, i borghi di valore storico che sicuramente hanno una capacità attrattiva tale da non poter essere sottoposti ad una chiusura obbligata; chiaramente anche questi dovranno essere regolamentati.”

“La nostra perplessità nasce dal fatto che la tutela dell’uomo e della famiglia potrebbero essere messe in discussione dalla perdita dei posti di lavoro, pertanto la preoccupazione principale resta quella di dare dignità al lavoro, nel rispetto dei contratti collettivi e della sicurezza sul lavoro.“

“Chiediamo di aprire un confronto – ha concluso Marciano – con le maggiori associazioni rappresentative del commercio che, da sempre, si sono mostrate tenere nei confronti della grande distribuzione e oggi, inaspettatamente, hanno una posizione radicalmente favorevole rispetto alle chiusure senza argomentazioni di sorta.”

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