La sicurezza sul lavoro sta cambiando: non più soltanto adempimenti normativi, ma formazione di qualità, prevenzione concreta e attenzione al benessere dei lavoratori.
Durante il convegno Ambiente Lavoro 2026, il Ministero della Salute ha illustrato il ruolo strategico della formazione nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla luce dell’Accordo Stato-Regioni 59/2025 e delle nuove strategie nazionali di prevenzione.
L’obiettivo è rafforzare un sistema di sicurezza capace di anticipare i rischi, migliorare le competenze e ridurre infortuni e malattie professionali.
Le principali priorità per i prossimi anni
La Strategia nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro 2026–2030 individua cinque ambiti prioritari:
Nuovi rischi lavorativi: maggiore attenzione a intelligenza artificiale, digitalizzazione, lavoro da remoto, cambiamenti climatici e rischi psicosociali, senza trascurare quelli tradizionali.
Controlli e prevenzione: rafforzamento del coordinamento tra ASL, INL e INAIL e maggiore efficacia delle attività di vigilanza.
Tutela dei lavoratori: interventi mirati nei settori ad alto rischio, con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli infortuni gravi e mortali.
Supporto alle piccole e medie imprese: assistenza, formazione, incentivi per attrezzature più sicure e programmi di prevenzione dedicati.
Cultura della sicurezza: diffusione della prevenzione nelle scuole, nelle università e nei percorsi professionali.
Formazione: non basta partecipare a un corso
Un aspetto particolarmente importante riguarda la qualità e l’efficacia della formazione.
Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031 dedica infatti uno specifico programma al monitoraggio della qualità della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Questo orientamento rafforza un principio fondamentale: la formazione deve sviluppare competenze realmente utilizzabili durante l’attività lavorativa.
Non è sufficiente conoscere una norma. Occorre saper riconoscere i pericoli, valutare le situazioni, applicare le procedure e adottare comportamenti sicuri.
Cosa significa per le aziende?
Le imprese sono chiamate a considerare la sicurezza come parte integrante della propria organizzazione, investendo in:
Percorsi formativi coerenti con i rischi effettivi e le mansioni svolte.
Addestramento, esercitazioni e applicazione pratica delle conoscenze.
Aggiornamento delle valutazioni dei rischi rispetto ai cambiamenti tecnologici e organizzativi.
Partecipazione attiva dei lavoratori e miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
La vera prevenzione nasce quando la formazione si trasforma in competenza e la competenza diventa comportamento quotidiano. Per le micro e piccole imprese questo è ancora più vero ma c’è bisogno di un supporto che la Confederazione vuole offrire
Per CEPI, questo significa continuare a promuovere una formazione concreta, operativa e di qualità, capace di accompagnare aziende e professionisti nella gestione reale della sicurezza.
