Prima di demolire, forare o anche semplicemente carteggiare, è fondamentale conoscere i materiali sui quali si lavora.
Nei vecchi edifici possono essere presenti amianto, piombo, PCB e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), contenuti in colle, intonaci, vernici, sigillanti e materiali a base di catrame.
Le lavorazioni possono liberare fibre, polveri o vapori pericolosi, esponendo muratori, elettricisti, pittori e altri artigiani a rischi anche gravi per la salute. La documentazione Suva richiama l’importanza di individuare queste sostanze prima degli interventi.
È quindi importante, quindi, oltre all’utilizzo del Dispositivi di Protezione Individuale, la prevenzione con accertamenti preliminari. Facendo ricorso ad indagini e analisi quando necessarie.
Nel caso invece un materiale sospetto emergesse durante i lavori bisogna fermarsi, evitare di dispersioni e richiedere una verifica competente.
Le misure devono comprendere procedure adeguate, contenimento delle emissioni, formazione, igiene personale e corretta gestione dei rifiuti. Anche i dispositivi di protezione vanno scelti in funzione dell’inquinante: una maschera antipolvere non protegge da gas e vapori.
Per l’amianto, il D.Lgs. 81/2008 prevede disposizioni specifiche; demolizione e rimozione richiedono imprese con i requisiti previsti e un apposito piano di lavoro.
Secondo il modello Suva, la gestione del rischio amianto parte dalle verifiche preliminari, soprattutto negli edifici precedenti al 1990. In presenza di materiali sospetti occorre sospendere le lavorazioni e richiedere accertamenti. Il personale deve essere formato e addestrato, con misure di protezione proporzionate al rischio: verde per basso rilascio, arancione per precauzioni rafforzate e rosso per interventi riservati a ditte specializzate. Completano il percorso la decontaminazione e lo smaltimento tracciato dei rifiuti.
Un cantiere sicuro inizia prima dei lavori: riconoscere i pericoli permette di pianificare gli interventi e proteggere le persone.
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